giovedì 26 aprile 2007

Un classico...

L'Italia a due velocità

L’Italia è il paese in cui è normale che un numero consistente e crescente di persone si qualifica dicendo “faccio televisione”. Ma che lavoro è fare televisione?!

In Italia la gente che ha sudato per prendersi una laurea in medicina o in ingegneria o in qualsiasi altra cosa, si ritrova (quando va bene) con stipendi da fame che sfiorano il ridicolo e dopo decine di anni, quando lo stipendio inizia a crescere, comunque sarà sempre inferiore a quello di un qualsiasi comico televisivo, di un qualsiasi presentatore, di un qualsiasi buffone della televisione.

Questa è l’Italia a due velocità dove ci sono differenze abissali tra chi lavora nella televisione e chi lavora fuori.

Nella televisione gli stipendi sono altissimi per tutti, il meno bravo prende mediamente 5000 euro al mese, il più bravo arriva anche a 100.000 e più con una serata, ma fuori dalla televisione, nel mondo di chi deve lavorare davvero (anziché fare televisione) gli stipendi sono di un altro tipo.

Si parte da meno di 1000 euro al mese per arrivare a circa 1500 euro dopo tantissimi e tantissimi anni di fatica.

In Italia non importa se salvi la vita alla gente, non importa se costruisci ponti, strade e ferrovie, non importa se mandi avanti una fabbrica, non importa se fai ricerca, non importa se mandi avanti un paese ( vedi pompieri,tassisti, medici, ingegneri, falegnami, contabili, ricercatori, camerieri, commessi, baristi, poliziotti, informatici, operai, elettricisti ecc ) il tuo stipendio sarà sempre ridicolo ..sempre bassissimo rispetto a chi fa televisione!!

E’ cosi perchè in Italia è più importante chi prende a calci un pallone di chi salva la vita alla gente, è più importante chi presenta balletti, di chi porta avanti una fabbrica, è più importante chi fa il comico/buffone di chi fa ricerca, è più importante chi fa “il tronista” di chi lavora sul serio… di chi fa il meccanico, l’elettricista, il postino, il contabile, il disegnatore, lo spazzino, l’idraulico o qualsiasi altra cosa non abbia a che fare con la televisione.

Un qualsiasi buffone della TV ( anche una semplice Iena ) guadagna più di un dirigente di fabbrica, più di un medico, più di un pompiere, più di chiunque faccia sul serio un lavoro!

Ormai è di moda dire “faccio televisione”,ma cosa cavolo significa?!

Lo dico io cosa significa: significa fare il parassita della società, significa guadagnare un sacco di soldi per non fare nulla, per fare salotto in TV, per raccontare barzellette, per insultare qualcuno, per presentare balletti, per raccontare una partita di calcio o per fare il buffone!

Per fare queste cavolate si guadagna veramente tantissimo …e questo è vergognoso!!

E’ vergognoso perché in questo paese gli insegnanti e i ricercatori faticano ad arrivare alla fine del mese!! E’ vergognoso perché “i buffoni della TV”, alla faccia nostra, fanno una vita da Re o da Regina.

Non so voi, ma io sinceramente non mi sento inferiore a questa gente che “fa televisione” e sono stufo di questa disparità di trattamenti; non li odio e non li invidio, ma so che è per colpa loro che l’Italia va male! Una volta si diceva “lavoriamo tutti lavoriamo meno” e loro non lavorano affatto ..fanno salotto, si divertono, fanno chiacchiere e prendono un sacco di soldi che in realtà dovrebbero finire nelle tasche della povera gente.. quella che lavora sul serio.. perché alla fine la ricchezza della nazione è quella che è e se finisce nelle tasche dei “super uomini e super donne” che fanno televisione, alla gente che lavora veramente cosa gli rimane?! 1000 euro al mese se va bene.

E 1000 euro al mese non bastano mai, ancora di più se devi lavorare almeno 8 ore al giorno e alzarti alle 6 tutte le mattine ..e magari per fare quel lavoro ti sei dovuto laureare, hai dovuto studiare una vita e la ricompensa è stata vedere il “tronista” semianalfabeta girare in Ferrari fuori le discoteche..

forse perché è quello il suo lavoro.. alzarsi tardi, divertirsi, lavorare una volta al mese e godersi la vita con tanti soldi in banca alla faccia di chi quei soldi non li avrà mai, nonostante il sudore, gli studi, la fatica e l’impegno.. semplicemente perché non lavora nella televisione.. e qui parliamo della televisione dove tutto è più facile e dove tutti guadagnano tantissimo con pochissima fatica.

Noi siamo i poveri e i deboli, loro sono i ricchi e i potenti. E’ l’Italia a due velocità.. è l’Italia divisa tra chi è dentro ( la televisione ) e chi è fuori…………
ma se un giorno noi smettessimo di lavorare tutti, chi manderebbe avanti l’Italia?!! Chi lavorerebbe nelle fabbriche?!? Chi lavorerebbe negli ospedali?!?! Chi lavorerebbe nei bar?!? Chi costruirebbe le strade e le case?!? Non di certo loro “quelli che fanno televisione” … “quelli per cui la vita è solo un salotto in TV” ….

domenica 15 aprile 2007

La televisione è morta

..ma tutti fanno finta di niente!

di Andrea Sparvoli
Direttore Responsabile del mensile MARK UP


Una sera di luglio mi sono fermato a guardare in tivù, fra un diluvio di repliche, una premiazione dove alcuni personaggi, sempre gli stessi, Conti, Costanzo, Vespa, Lasorella ecc., si intervistavano e complimentavano a vicenda con battute autoreferenziali. Mi sono chiesto: davvero qualcuno crede che la gente guardi questa roba? Era come un’allucinazione, un balletto di fantasmi provenienti da mondi dimenticati. Il programma era infarcito di spot da centinaia di migliaia di euro, che qualche investitore aveva pagato.Ho molti amici che da anni non guardano più la televisione. O, meglio, come tanti, gettano un’occhiata distratta qua e là mentre fanno altro. E voi? Da quanto tempo non vi mettete davanti al televisore per vedere qualcosa di preciso, un programma, un talk show, un varietà? Tutti dicono che i palinsesti sono terribili, i programmi disgustosi. Non per snobismo. Nessuno di noi, per nessun motivo, parla mai di programmi televisivi con amici o in occasioni sociali. Non vale più la pena parlarne.
Tutto è sceso a un livello così basso e idiota che ci si vergogna a nominarla. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Perché questa è la cosa veramente fondamentale: la televisione ha cessato di essere un fenomeno sociale, una forma di entertainment. è diventata qualcosa di cui vergognarsi. Molti la evitano. Molti hanno cessato di nutrire verso di essa la minima forma di curiosità. La televisione non rappresenta più niente e nessuno. Non incide più sui programmi del tempo libero, né delle famiglie, né degli individui. Non interessa più nessuno se non quelli che ci lavorano e ci lucrano sopra.
A tutti gli altri “non gliene può fregare di meno”. Per anni la gente ha comprato i videoregistratori, ma solo per guardare i film in cassetta, come ora il Dvd. Conoscete qualcuno che registri qualche programma televisivo? Poi ci hanno riempito la testa con internet. Dovevano arrivare immagini da tutto il mondo. Ma solo ora la banda larga comincia a funzionare e comunque in mezza Italia non c’è. Solo qualche fanatico nel globo si scambia spezzoni di televisione da un paese all’altro. Adesso ci bombardano con le “tecnologie mobili”. Ma le uniche immagini che corrono sui telefonini sono quelle erotiche o di ragazzi ciucchi e “fumati” delle discoteche.
La televisione “on demand”? Peggio che andar di notte. Non ha mai funzionato, ma insistono a dirci che sarà la televisione del futuro. Un giorno sì e uno no arriva qualche trombone a parlarci della tivù interattiva. Ma dove? Ma quando? Anche ammesso che tutte queste meraviglie decollino, esse valgono comunque zero se nessuno le compra.
I guru delle tecnologie si riempiono la bocca con i “contenuti”. Ma se i contenuti sono orripilanti o demenziali, chi li compra? Se poi fossi in grado di accedere a film e programmi televisivi in digitale da tutto il mondo, selezionando ciò che m’interessa e incorporandolo nella memoria del computer, diventerei il provider di me stesso e i guru delle tecnologie dove prenderebbero i loro guadagni?
La “rete” per i giovani è molto più importante e utile della televisione. I giovani non guardano la televisione. Pensate che qualcuno fra i 12 e i 30 anni in queste sere d’estate abbia trascorso anche una sola sera davanti al televisore? Se c’è, fatemelo conoscere, lo eleggeremo fenomeno dell’anno.Per larghissime fette di popolazione “guardare la televisione” è ormai un passatempo démodé, roba per vecchietti e pensionati rincitrulliti. L’idea stessa di aspettare una settimana per vedere la puntata di un programma è una cosa assurda. è questa la terribile realtà del “vissuto televisivo”.
La televisione “continua ad andare” come il frigorifero, la lavatrice, l’aria condizionata. Ma nessuno la “guarda” veramente. Che gli editori televisivi privati e la tivù di Stato facciano finta di niente è normale. Che le agenzie di pubblicità, i centri media, le case di produzione facciano lo stesso è comprensibile. Ma gli imprenditori che finanziano tutto il sistema perché lo fanno?
Serate a ecto-plasma.
- Nel cadavere tivù vengono iniettati miliardi di euro in campagne senza impatto e senza risultati: i consumi continuano a calare, il 90% dei nuovi prodotti continua a fallire.
- Quando si potrà guardare in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, un film o un programma proveniente da qualsiasi parte del mondo, la televisione sarà un reperto dell’età della pietra.
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Via | tittizingone.blogspot.com

lunedì 9 aprile 2007

Parlano di noi...

L'articolo "L'Italia a 2 velocità" ha dato uno scossone importante all'internet dei blog.
Questo è innegabile. Se ne è parlato qui, qui , qui, qui e qui. E probabilmente in molti altri blog.
Non sempre però se ne è parlato bene. Questo è vero. A volte se ne è parlato male, a volte se n’è parlato “maluccio”; certo quello che scriviamo non può piacere a tutti, ma l'importante alla fine è che se ne parli.
In fondo era proprio questo lo scopo dell'articolo e possiamo dire con fierezza di averlo raggiunto in pieno.

Grazie a tutti.

Ps. Visitate il mio nuovo blog Ingegneri Disoccupati.

domenica 18 marzo 2007

Meno tasse per gli Automobilisti e più tasse per chi lavora in televisione

Logo PAIIl Partito degli Automobilisti nasce con l’intento di tutelare quella categoria di persone da tempo più tartassata in Italia: gli Automobilisti.
Il motto di questo partito è : “Meno tasse per gli Automobilisti e più tasse per chi lavora in televisione”. Effettivamente l’idea non è malvagia. Ci sono persone che prendono anche più di 10.000 euro per fare “comparsate” in televisione di pochi minuti; parliamo dei personaggi dei reality, dei presentatori tv, degli opinionisti vari, delle soubrette, dei salottisti ecc per questa categoria di persone la massima aliquota del 43% è troppo bassa, secondo il P.A.I. la si potrebbe portare almeno al 90%. In questo modo lo stato potrebbe sfruttare le nuove entrate per ridurre le accise sulla benzina, eliminare il bollo auto e sistemare la situazione stradale in generale.

Il Partito degli Automobilisti si è formato in questi giorni a Pescara e cerca persone motivate per completare l’organigramma della sua classe dirigente. Se qualcuno dovesse essere interessato può trovare maggiori informazioni nel sito ufficiale.

Via | partitodegliautomobilisti.blogspot.com

giovedì 1 marzo 2007

Sanremo: Più di un milione di euro alla Hunziker

Come può la RAI usare i nostri soldi per dare 1.060.000 euro alla Hunziker?!
In un Italia sempre più affamata e in difficoltà, con il lavoro che diventa sempre più un miraggio persino per i laureati, la RAI si permette di usare i nostri soldi ( i soldi della povera gente) per pagare 1.060.000 euro alla Hunziker e 750.000 euro a Pippo Baudo !?!!!!
Come può la RAI giustificare questo gesto vergognoso?! Forse non esistono parole.
C’è chi dice che quei soldi sono giustificati dall’elevata professionalità della Hunziker, altri sostengono invece che erano indispensabili per strapparla alla Mediaset, sta di fatto che si tratta di soldi nostri che potevano essere usati diversamente ( vedi strade, scuole e ospedali ).

Un operaio/impiegato guadagna poco più di 1000 euro al mese e non un milione di euro in 5 giorni. Come può un governo di sinistra permettere queste ingiustizie?!
Si poteva evitare tutto questo con il famoso tetto dei 250 mila euro,ma non lo si è fatto; merito del ministro Luigi Nicolais che si è rimangiato la ‘riforma’ che aveva appena varato: “il tetto di 250 mila euro per i compensi che le pubbliche amministrazioni pagano ai ‘consulenti’ (ossia amichetti) e dirigenti maximi”.

Forse è arrivato il momento di comprendere che destra e sinistra (mai realmente esistite) sono le due ali dello stesso avvoltoio. La cosa più pericolosa per questo Sistema è che le persone si sveglino da questo incubo, comprendano le truffe che da decenni stanno subendo e si ribellino seriamente. Perché, se non è una truffa, come si potrebbe chiamare il fatto che una ballerina (nonché cantante stonata) prenda, per 5 misere serate di televisione, un compenso superiore al milione di euro?!?!!

domenica 28 gennaio 2007

L’Italia a 2 velocità.

L’Italia è il paese in cui è normale che un numero consistente e crescente di persone si qualifica dicendo “faccio televisione”. Ma che lavoro è fare televisione?!

In Italia la gente che ha sudato per prendersi una laurea in medicina o in ingegneria o in qualsiasi altra cosa, si ritrova (quando va bene) con stipendi da fame che sfiorano il ridicolo e dopo decine di anni, quando lo stipendio inizia a crescere, comunque sarà sempre inferiore a quello di un qualsiasi comico televisivo, di un qualsiasi presentatore, di un qualsiasi buffone della televisione.

Questa è l’Italia a due velocità dove ci sono differenze abissali tra chi lavora nella televisione e chi lavora fuori.

Nella televisione gli stipendi sono altissimi per tutti, il meno bravo prende mediamente 5000 euro al mese, il più bravo arriva anche a 100.000 e più con una serata, ma fuori dalla televisione, nel mondo di chi deve lavorare davvero (anziché fare televisione) gli stipendi sono di un altro tipo.

Si parte da meno di 1000 euro al mese per arrivare a circa 1500 euro dopo tantissimi e tantissimi anni di fatica.

In Italia non importa se salvi la vita alla gente, non importa se costruisci ponti, strade e ferrovie, non importa se mandi avanti una fabbrica, non importa se fai ricerca, non importa se mandi avanti un paese ( vedi pompieri,tassisti, medici, ingegneri, falegnami, contabili, ricercatori, camerieri, commessi, baristi, poliziotti, informatici, operai, elettricisti ecc ) il tuo stipendio sarà sempre ridicolo ..sempre bassissimo rispetto a chi fa televisione!!

E’ cosi perchè in Italia è più importante chi prende a calci un pallone di chi salva la vita alla gente, è più importante chi presenta balletti, di chi porta avanti una fabbrica, è più importante chi fa il comico/buffone di chi fa ricerca, è più importante chi fa “il tronista” di chi lavora sul serio… di chi fa il meccanico, l’elettricista, il postino, il contabile, il disegnatore, lo spazzino, l’idraulico o qualsiasi altra cosa non abbia a che fare con la televisione.

Un qualsiasi buffone della TV ( anche una semplice Iena ) guadagna più di un dirigente di fabbrica, più di un medico, più di un pompiere, più di chiunque faccia sul serio un lavoro!

Ormai è di moda dire “faccio televisione”,ma cosa cavolo significa?!

Lo dico io cosa significa: significa fare il parassita della società, significa guadagnare un sacco di soldi per non fare nulla, per fare salotto in TV, per raccontare barzellette, per insultare qualcuno, per presentare balletti, per raccontare una partita di calcio o per fare il buffone!

Per fare queste cavolate si guadagna veramente tantissimo …e questo è vergognoso!!

E’ vergognoso perché in questo paese gli insegnanti e i ricercatori faticano ad arrivare alla fine del mese!! E’ vergognoso perché “i buffoni della TV”, alla faccia nostra, fanno una vita da Re o da Regina.

Non so voi, ma io sinceramente non mi sento inferiore a questa gente che “fa televisione” e sono stufo di questa disparità di trattamenti; non li odio e non li invidio, ma so che è per colpa loro che l’Italia va male! Una volta si diceva “lavoriamo tutti lavoriamo meno” e loro non lavorano affatto ..fanno salotto, si divertono, fanno chiacchiere e prendono un sacco di soldi che in realtà dovrebbero finire nelle tasche della povera gente.. quella che lavora sul serio.. perché alla fine la ricchezza della nazione è quella che è e se finisce nelle tasche dei “super uomini e super donne” che fanno televisione, alla gente che lavora veramente cosa gli rimane?! 1000 euro al mese se va bene.

E 1000 euro al mese non bastano mai, ancora di più se devi lavorare almeno 8 ore al giorno e alzarti alle 6 tutte le mattine ..e magari per fare quel lavoro ti sei dovuto laureare, hai dovuto studiare una vita e la ricompensa è stata vedere il “tronista” semianalfabeta girare in Ferrari fuori le discoteche..

forse perché è quello il suo lavoro.. alzarsi tardi, divertirsi, lavorare una volta al mese e godersi la vita con tanti soldi in banca alla faccia di chi quei soldi non li avrà mai, nonostante il sudore, gli studi, la fatica e l’impegno.. semplicemente perché non lavora nella televisione.. e qui parliamo della televisione dove tutto è più facile e dove tutti guadagnano tantissimo con pochissima fatica.

Noi siamo i poveri e i deboli, loro sono i ricchi e i potenti. E’ l’Italia a due velocità.. è l’Italia divisa tra chi è dentro ( la televisione ) e chi è fuori…………
ma se un giorno noi smettessimo di lavorare tutti, chi manderebbe avanti l’Italia?!! Chi lavorerebbe nelle fabbriche?!? Chi lavorerebbe negli ospedali?!?! Chi lavorerebbe nei bar?!? Chi costruirebbe le strade e le case?!? Non di certo loro “quelli che fanno televisione” … “quelli per cui la vita è solo un salotto in TV” ….